
Tutti tornano, o nessuno.
Se non torna uno dei trenta
torna quella del trentuno,
quella che non ci spaventa,
con in pugno la sementa
da gittar nel solco avaro.
D'annunzio, La Canzone del Quarnaro

L'elmo e Labarbuta
Anticamente la panoplia di un cittadino-soldato greco e poi romano si componeva essenzialmente in: corazza, scudo, lancia ed elmo.
Quest'ultimo aveva oltretutto la funzione di duplice distinzione gerarchica e di rango, che i concittadini e commilitoni sapessero riconoscere il proprio grado e rango. La seconda funzione ma non meno importante era di incutere timore e rispetto ai nemici in battaglia; perciò l'elmo stesso veniva decorato e trattato con cura, e addobbato per renderlo più alto e più imponente con la famosa "cresta" piumata, altrimenti e meglio detta "barbuta".
Questa deugemia elmo-barbuta veniva dunque a significare sia la protezione dal nemico, sia l'orgoglio scevro di alcun interesse, dei propri valori, delle proprie idee.
In primo piano
Perpetrare questi valori fa parte di uno stile di vita che sentiamo nostro, "mettere la propria faccia" al servizio di un ideale che si ritiene giusto, mettersi in prima persona per rappresentare tutte quelle persone che ci credono, tutto questo è parte dello spiritto che muoveva quelle persone che in tempi antichi e moderni hanno contribuito a creare la storia e le tradizioni della realtà in cui viviamo.
Tutto questo ha spinto un gruppo di persone a farsi avanti e rendersi promotore in prima persona di questa mentalità, anche facendone voce negli organi di rappresentanza di varia natura.
Queste la storia e le motivazioni del sostegno alla candidatura di Paolo Nicola Labarbuta al Senato Accademico del Politecnico di Milano, il più importante degli organi superiori del più importante e prestigioso Ateneo di Italia.